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I like to travel routes unknown, not for snobbery or thirst for distinguish myself, but simply because i like to follow my thought and my instict in the wake of curiosity.

IO e IL MIO LAVORO Parte Seconda: non avrai LEADER all’infuori di te stesso. “SOLITARIO COME UN SOSPIRO A CACCIA DI STELLE. . .”

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” Passerà anche questa stazione senza far male ….”
Hotel Supramonte – Fabrizio De Andrè

Dove eravamo rimasti?

Sono passati alcuni mesi da quando scrissi la prima parte di questo editoriale, un racconto sul mio percorso professionale e umano, dove le ultime righe erano un nuovo inizio, dove finalmente ero felice di avere incontrato un leader da cui imparare qualità morali. Così purtroppo non è stato e ho avuto però il coraggio di rescindere un contratto prestigioso perchè non sentivo che il mio potenziale sarebbe stato apprezzato e avrebbe avuto un dignitoso rispetto, perchè sentivo che avrei tradito la mia natura.

Il tempo così si rivela sempre più foriero di forti cambiamenti ed i giorni che si portano addosso una serie sostanziosa di risvolti non contemplati, inibiscono la scrittura, la ingabbiano quasi a fissarla nell’ambra…ammantandola di elementi poco agili rispetto a ciò che si sente tra le pieghe della pelle quando tutto accade.

La Ballata dei SenzaTetto (5)Però mi son lasciata vivere a fondo, chiudendo capitoli, disseppellendo stati d’animo battaglieri, concentrandomi su punti che volevo fossero fermi e lasciando liberi quelli che pensavo fosse il caso far continuare a girare come energici dervisci.

Son stata chiara ed ho capito. Ho detto arrivederci, addio, benvenuti e “piacere il mio nome è Monica!” con stretta di mano decisa.

Allora capisci che l’unico leader a cui credere non sei altro che tu, fragile o impavido che tu sia non ti tradirà mai.

Mi son fidata con cautela, mi son data tempo ed ho compreso e ho sbagliato. Ho sbagliato a non fidarmi dell’unica cosa che in vita mia non mi ha mai tradito: i miei sogni e la mia creatività.

Capita di scoprirmi collezionista di istanti bellissimi ma sprovvista di supporti dove poterli conservare o depositare, perciò a malincuore capita di dover decidere di lasciarli andare. Ci sono emozioni che prendono a cazzotti le pareti dello stomaco e che spingono per trovare una sincera via di fuga anche dolorosa, se necessario.

La Ballata dei SenzaTetto (8)Le vittorie non sono i grandi successi. Non sono l’arrivo al traguardo del vincitore. Non sono la corona di alloro e l’applauso del pubblico. Non sono il gradino più alto del podio. Sono le vittorie che tu riporti giornalmente sulla solitudine, sulla povertà, sulla fame, sulla fatica, sulla sconfitta, sulla delusione, sull’ingiuria, sul disprezzo, sulla sofferenza. Sono la tua resistenza alle difficoltà. Sono il tuo coraggio nell’affrontarle.

Se ognuno si applicasse alla soluzione del problema della propria felicità sarebbero tutti felici.

Affidare la mia felicità solo ed esclusivamente ad un numero ristrettissimo di persone. La selezione di queste persone è alla base della sopravvivenza. Un paio di affetti di cui mi posso fidare ciecamente e che amo così tanto da essere disposta a rischiare di soffrire per la loro mancanza.

Ma per una volta ho fatto l’errore di non seguire quello che era il mio obiettivo, i miei sogni e così ho perso la bussola, seguendo una passione che non conoscevo prima, ignota. Come quando ti ritrovi in autostrada e vuoi cambiare la rotta del percorso, perchè spinta dalla curiosità vuoi vedere qualcosa che non conoscevi prima e allora rischi di perderti. E così è stato.

La ho seguita perdutamente questa passione, mentre poi la mente sfoglia le controindicazioni del caso in questione e non esita a mettere in risalto ogni piega assurda con spietata lucidità schiaffandoti il tutto davanti agli occhi realisticamente.

Che forse oggi saresti a vedere tramonti nel deserto invece che porti mille domande sulla tua correttezza e onestà professionale, intellettuale e umana, che alla fine ti frega!

E’ così facile cedere alla tentazione di processarsi senza avvalersi neanche di un avvocato d’ufficio che ci difenda in maniera distratta da noi stessi.

E’ normale che i pensieri e gli stati d’animo, gli accadimenti e le responsabilità si mangino le ore di sonno e ci lascino scampoli di serenità illusoria opacizzati dalla stanchezza. Per non parlare dei muscoli dello stomaco costantemente contratti.

E poi arrivano le voci amiche, e le presenze che ti sostengono e portano in mano uno specchio, per mostraci come siamo e come abbiamo dimenticato temporaneamente di essere.
Forse è bene cominciare a patteggiare con se stessi. Che forse potrebbero esserci gli estremi per un accordo.
Tento solo di applicare razionalità e di fidarmi del mio istinto. Che fino a prova contraria ha portato ad accorgermi che forse ho solo anticipato il tempo di un epilogo, decidendo io i modi dell’uscita di scena una volta tanto.

La Ballata dei SenzaTetto (13)Ci si puo’ augurare di veleggiare in acque finalmente limpide e accarezzate da un deciso sole estivo, e sperare di non scoprirsi di nuovo come relitti infranti nella battigia mescolati impietosamente a quello che resta della spuma del mare…

Minuscole, frammentate e contraddittorie sensazioni da stringere forte al petto, per far si che non trovino la maniera di sgusciare via…
Ho capito che niente nel mio quotidiano avrà un percorso convenzionale perchè per natura ingarbuglio fili, scelgo vie poco praticate, mi discosto dal ragionamento comune, anticipo o sono in ritardo. Certo è che ho un tempismo tutto mio.

Niente è come prima, ma vale sempre questa frase per ogni mio finale:

Anche in un pozzo avrei alzato la testa chiedendomi, risalendo: TEMPI DURI, CHE CI INVENTIAMO ORA?

Al momento non lo so….so solo che riprenderò la strada dei miei sogni e obiettivi, è l’unica cosa che so e posso fare, tenendo fede a me stessa.

Per diverso tempo ho preferito sposare i colori dell’imbrunire, pur non smettendo di sognare briciole scintillanti su di un telo di velluto. Ho innaffiato e vegliato desideri, noncurante delle gelate e delle forti raffiche di vento.

Probabilmente arriverà un mattinale carico di brillanti cromie…
Non si puo’ far altro che attenderlo

Monica Von M.

 

 

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